Lascio solo un'impronta lieve, in occasione di questa giornata.
Un piccolo dono.
Un pensiero di cui conosciamo l'importanza.
Per te, per noi.
E, spero, per tutti coloro che ti leggono.
C'è il Croupier dietro quella parete, io lo so. Quello è diventato il "nido di Cucurello" e li ci bazzica strana gente: azzeccagarbugli con il riporto, strane coppie di anzianotte in pausa pranzo e nel tempo comitive di lavoratori e dei lavori più assurdi. Ora si sta avvicendando gente pallida, sola ed imbronciata e c’è perfino chi si litiga il cesso con la famosa tavoletta in radica. Poco più in là, sulla destra, una curiosa porta con l'insegna "privato" nasconde suoni strani e a giorni alterni ingloba, dall'esile fessura che la separa da terra, bustine di zucchero lanciate modi figurina. … Celo, celo, celo … In tutto questo, il minimo comune multiplo o massimo comune denominatore, (chi se lo ricorda …. caspita una tara che mi porto dietro dalla prima liceo … ) la presenza fissa di sedie accumulate in un angolo, faretti aggrappati per un filo al cartongesso e un corpo di camerieri alimentati dalla surreale placenta di Mamma ("ho perso l'aereo") Viola e Zia Luisona. Quel martedì … fu diverso…
C'era il Croupier, sì, ma anche la Paninara svelta e come sempre il Conve ed il Metroz. Il primo, ok, non si mostra mai, ma come sempre, schivo e predatore dietro a quella parete di cui a qualche riga sopra. Quel martedì un corteo di inservienti, mai come prima, si avvicendò dietro quella parete dove sedevano Clemens e Piet. Un ritmico avvicendamento scandì tutta l'ora della loro fugace pausa.
C’era la Paninara che è sempre la prima che si incontra entrando, ed è a lei che i clienti delegano la cura del proprio mangiare. E che mangiare. Ostici panini con libretto d'istruzioni, mai allegato allo stesso. Quel martedì le provviste furono magicamente al tavolo in 38 secondi dall'ordinazione, grazie ad un microonde a fusione nucleare.
Alla fine c’erano anche loro: Istruiti e dinamici, gli inservienti; premiati come coppia con maggior coperti alla settimana nel 2003, quel martedì fecero la differenza.
Il loro nomi sono il Conve ed il Metroz.
Il Conve sa far di conto e difatti Clemens e Piet lo ritrovano sempre anche alla cassa, che con un occhio su entrambe, ride incantato chiedendo ogni volta .... "separato ?". Ma se il conto è l'unica cosa che li ha uniti in quelle pause pranzo durante il trittico del primo ciclo di sedute!? (P.S. Il Conve ha un occhio che guarda Sud -Est ed uno che guarda a Nord-Ovest - spiegato l'arcano..?!-). In tutto Questo macello e in questa immagine idilliaca, al giro di boa della quarta seduta, Clementina e Piet dono di nuovo l’uno di fronte all’altra in quel luogo baciato dall'armonia, profumato di rucola e colorato dei colori dell’amore. Amore per la costanza, per la perseveranza, per la dedizione e la pazzia, per frequentare lo stesso luogo di cui all’oggetto. Se solo il buon Fellini avesse potuto buttarci un occhio … mannaggia cosa si è perso....
Fu diverso invece quel martedì…dicevo poco più sopra
Quell'8 di gennaio del 2008; ricordo che i due personaggi della nostra storia si videro consapevoli che qualcosa sarebbe cambiato. Mai si sarebbero infatti immaginati che la frolla a fine pranzo potesse essere così spessa e poco intingolata nel cacao. Roba da matti. A saperlo di sicuro ne avrebbero ordinata solo una e l’avrebbero divisa amabilmente, il cioccolato a Piet e la frolla, tutta a Clementina. Ma ancora di più non avrebbero mai immaginato che un uomo perdesse stima di se e si devalorizzasse al punto da deambulare lobotomizzato tra i tavoli per finire a piangere in bagno, quello con la tazza in radica, per tentare l'ultima....
...."danza sacra del bacio frr/kkk".
Difatti i due personaggi, in un attimo di trance, indotto dalla folle consulenza del dottor Melchiorre Gioia, si erano riproposti di placare gli animi.... e per frenare l'ebbrezza dell'ormone pazzerello, scommisero tra loro, che se il tavolino fosse stato di diametro inferiore a 50 cm, si sarebbero lasciati guidare dal piacere dei sensi, aiutati sia dalla cromoterapia subliminale del “nido–viola–di Cucurello”, sia dall’audio terapia, un’po’ meno subliminale data dal ticchettio dei tacchi del Conve.
PERO?!?!?Nessuno dei due aveva il metro
Quella “scassa uallera” di Clementina iniziò a farneticare sulla remota possibilità che avesse questa scommessa di essere presa sul serio... “Ma ci vedi Piet, ma come si fa, ma è meglio che..ma è meglio che non..”; Ma parla per te….! Ca**o Piet aveva basato le ultime 72 ore di vita a visualizzare il diametro dei tavolini di Melchiorre, con una Gioia tale da arrivare all’appuntamento con un sorriso a 28 denti, più quelli del giudizio ed il ponte di 3……
“Mi perdoni, non è che ha un metro?..conta centimetri?..un righello? La rotella del sarto? Un foglio A4 che so essere di 21 cm per 29,7 cm…”
Se c’è una giustizia..una giustizia sia.
E giustizia c'è stata.
to be continued....
UdV

KKK
La barra di platino-iridio utilizzata come campione del metro dal 1889 al 1960
Melchiorre![]()
Viola

di Giampaolo Osele
"Barchetta d'ossi"
......che aggiungere?!?...sei un osso!
UdV



La memoria della sua voce gli tuona spesso in quella testolina distratta. La memoria di quegli incontri gli si abbarbicano (che non so bene che significhi...ma so che cosa intendo io per abbarbicarsii-ci-si-vi) gli si abbarbicano, dicevo, lungo le dita. Quella ragazza del "processo inverso", prima faceva diversamente ma ora ha provato il contrario. Le è piaciuto il contario. Lei vive nel suo contrario e a lui piace sapere che il Natale non le piace. Anche a lui non piace. A lui piace sapere anche che per andare al cinema esplora regioni limitrofe alla sua, che per andare a far benzina va nei capoluoghi di regione. A lui piace sapere che presto gli telefonerà a casa inopportumante ed avventatamente, decontestualizzandolo, magari ,quel giorno; ma lui ama il rischio. Lei è "così", dice cose sciocche e le rende piene di magia; le rende piene di fascino perchè dice cose che vogliono dire, se non il contrario, l'opposto. E' un gioco che porta alla pazzia; dolce pazzia giocare con le parole. A lui piace giocare con le parole. Pane per i suoi denti, stretti come quelli di un bimbo. E' la notte di Natale e lui pensa se i commensali di lei abbiano digerito la ricotta questa sera.. e gli spinaci?.... e soprattutto se non li abbia legati insieme per costringerli a mangiare quanto prodotto con le sue manine belle. Lei bazzica e lui bazzica....essi bazzicano! Lui ha un nome russo da qualche tempo. Il nome russo lo ha perchè, lei, glielo ha dato; non se lo toglie più questo nome russo che lei gli ha affibiato. Lei lo provoca, lei non capisce quando si mettono le tende o quando si levano le tende. Lei è "così" piena di corsi e ricorsi, piena di alunni tra i quali non vuole lui; non vuole lui come alunno perchè patapim e perchè patapam. Lei cattiva! Lei non sa chi sono io!?! Lei è vogliosa, sul braccio -dico-, lei ha una voglia e a lui le voglie piacciono. A chi non piacciono le voglie?! e quei "sette" kg dispersi in quel suo Riaceo corpo parlano da soli. Autistici quei 7 Kg, che in sette giorni, recitarono anni fà, insieme, in una commedia. Ma è nato sto bambiniello? Il suo nome è "Viola", come il nome di un fiore stupendo, come il nome di un bar di dubbia qualità, come il colore che va tanto questo anno, mezzo tono più, mezzo tono meno. Viola come la "sfortuna" di non averla incontrata anni fa, ripeteva lui, viola come la "sfortuna" di averla incontrata ora, viola come il valore assoluto di FORTUNA per averla incontrata; ma sempre con una esse davanti embhè?
8-9-10
Ci vediamo con tanta Gioia, caro Melchiorre!! Tu ne sai parecchie!
....quella ragazza con l'accento un'pò così....
....quella ragazza un'pò torinese un'pò polacca....
....quella ragazza buffa che tiene a bada 9, dico 9 babbioni....
....quella ragazza che ha una bambina stupenda....
....quella ragazza che ordina sempre il panino sbagliato....
....quella ragazza che ride tanto e si scioglie il trucco in un battibaleno....
....quella ragazza ha due fratelli rinascimentali....
....quella ragazza che per vedere i suoi fratelli deve prendere il treno....
....quella ragazza che è tanto contestualizzata la sera in chat....
....quella ragazza a volte blu, a volte bianca, a volte grigio perla....
....quella ragazza dalle labbra clementine....
....quella ragazza rom,che invita le persone in un bar buffo....
....quella ragazza col neo lenticchio sopra il labbro sx....
....quella ragazza lì, già...più alta di me anche senza i tacchi...
....quella ragazza che mi da del cornacchione....
....quella ragazza che se non la smette di dirmi che sono un m'becille....
....quella ragazza a me mi sta simpatica....
[...memorie visive...]
Autore? sempre lo stesso....P.Mondrian
a te piacciono questi alberi?
mah
l'idea di far propria una cosa sentirla e poterla rappresentare in un modo totalmente stravolgente dalla realtà apparente, senza per altro continuare a sentire l'appartenenza della cosa ritratta
con un proprio vissuto emotivo
anzi magari rafforzandolo
mi affascina
un'pò come quando si guarda distrattamente una cosa o la si finisce di apprezzare e la si imprime nella "coda dell'occhio";quante cose sono riposte nella coda dell'occhio? quante figure sbiadite giacciono nella coda dell'occhio come memorie visive? quante cose si sgretolano nella coda dell'occhio e assumono forme differenti? Quante cose nella coda dell'occhio ci suggeriscono realtà soggettive e surreali più suggestive della realtà stessa? Amo la mia coda dell'occhio che mi regala tutto ciò!!
UdV
Oggi ho assistito al parto di una bella bambina, sana, con tutte le cose al proprio posto: due manine, due piedini, due braccine, due gambine, due occhietti, due piercings etc...
Buoni Natali LittleMissBiBi.
E ora che ti svezzi... ti aspetto presto.......
UdV
[oggi il mio colore è....]
...per la serie "oggi il mio colore è.."..il viola. che unito all'oro e ad un simbolino mi porta tanta tanta energia....
E' un periodo di accumulo! mi sento più leggero e soffice sopra la terra.
Mi stanno mettendo la ADSL sta grande sconosciuta finalmente e questo blog riprenderà a vivere!
Cari miei amici fedifraghi lo zio Roby sta tornando.....ho in serbo un concorsino e un giochino.....leggero vostro!
UdV
['na vita che non passo di qui]
.................................................
mi aspettate? eh? dai dai....
[Vogliamo parlarne?........La mia infanzia ......]
- amarcord infantile -
Parte 4 (i belli/e e dannati/e...e l'astuzia)


Lei la prima lesbica più famosa che io conosca, che in realtà non era solo lesbica ma bisessuale. Lady Oscar è sinonimo di assoluta dedizione alla carriera, all'uomo amato e alla donna che doveva proteggere. Sentimenti universali indistintamente riversati sulle persona più care. Un mito; Capitan Harlock, sornione bello e impossibile, dannato come il suo destino che lo costringe a vagare nello spazio con un occhietto solo, porello, ma che strage di cuori mi ha fatto???!?; Poi c'è Lui irresistibile Lupin III, ladro gentiluomo, seduttore incallito e il più astuto mariuolo di ogni tempo, attorniato da un improbabile banda di personaggi curiosi, dal pistolero che prende la mira dal suo cappello, al samurai che spacca tutto in un secondo e alla troietta di turno che mi cambia nome da una serie all'altra (si ma che zizze aveva?); Concludendo Vickie il Vichingo, bambiniello al seguito di una ciurma di vichingi conquistatori, simpatico nanerottolo dai capelli fini fini a caschetto come l'ultimo della famiglia Bradford. Indimenticabile la lampadina dentro la nuvoletta che era sinonimo di "soluzione" ai guai dei grandi. una strofinatina al nasino con minuzioso rituale (sx, sotto e dx) poi schiocco di dita e via verso nuove avventure. Lo presi ad esempio in un tema al liceo e la prof mi diede 4/5, solo perchè non parlavo di quache capo di stato o santo beatificato. (non è stata capita la sottile metafora del modo degli adulti e dei bimbi e le loro dinamiche)...tristezza!!!
UdV
[Vogliamo parlarne?........La mia infanzia ......]
- amarcord infantile -
Parte 3 (il mio lato masculino ma sempre tenerone)


Questi? dunque categoria molto svariegata.....L'UomoTigre è il pioniere del wrestling...(assieme ad Antonio Hinocky, ma questo è un altro ricordo)..altro che i pagliacci di oggi dal vivo gonfiati e pieni di merda chimica, a tal punto di rischiare la vita se affetti da stitichezza. Un cartone abbastanza violento per il pubblico a cui era destinato. Un sacco di sangue e di facce strane, ma non appena il Tigre (omonimo del cofanetto tondo giallo che conteneva gli spicchietti di formaggio fuso che mangiavo all'asilo...mhh buoniiii) si toglieva la maschera compariva come per incanto un cucciolone di ragazzo....mavaffan"Q"...che accudiva e si prendeva cura di bimbi orfanelli. Sarà forse grazie a lui che decisi e ottenni di fare l'obiettore di coscienza, prestando servizio aiutando bambini bisognosi? beh grazie Tigre; Ken falco e la sua macchina con la turbina in coppa, che ci fa un baffo a Schumacher ed Alonso. Ricordo che mi prese la passione delle macchine e sedussi mio padre affinchè mi comprasse periodicamente una rivista di macchine da corsa. Disegnavo e disegnavo macchine in preda ad una possessione. Fui lì che imparai a gestire la tridimensionalità però. Beh grazie anche a te Ken; Astroganga lo ho inserito onestamente solo perchè mi piaceva la sigla. Di fatti non ricordo un accidente di cosa trattasse la serie. Infine? Chobin "boing boing" ..perchè con quegli occhioni lì non potevo non metterlo...ma quanto è carino? Ricordo che saltava in preda a ranite acuta e si infilava dappertutto, ma anche qui ho un vuoto sulla storia....fa nulla e gran sigla anche questa cmq.
UdV
[Vogliamo parlarne?........La mia infanzia ......]
- amarcord infantile -
Parte 2 (il mio lato più femminile e tenerone)

e questi li conoscete?...Heidi la prima e l'unica tra le altre cose che riusciva a farsi sorridere dai monti, ma come c***o faceva?? (Odio la montagna per questo credo...); Peline Story di cui non ricordo assolutamnete la storia, ma il cui nome mi ha accompagnato come un ossesso per anni ricordandomi il mio divano e la quiete della mia infanzia...mah?!?; Remì senza famiglia. Porello vestito come mio nonno, che per altro non ho mai conosciuto, nomade in giro con un carrello, in cerca di famiglia ma sfigatissimo per tutta la serie; Infine Candy Candy, la mia prima icona del sesso credo (e non so se per la mia generazione è lo stesso). Facevano la fila per stare insieme a lei ragazzotti di ogni estrazione. Le mie amichette di scuola mi chiamavano Terence come uno dei suoi spasimanti, poichè alle elementari avevo i capelli lunghi e castani, in tempi dove tutti erano perfettini.. (...in realtà mi fà sesso ancora oggi a pensarci bene..) ..sicchè ...come non citarla.
UdV
[Vogliamo parlarne?........La mia infanzia ......]
- amarcord infantile -
Parte 1 (I Robot)
...li conoscete tutti?...Riesumati e lucidati con un bel prodottino ecco a voi in ordine di apparizione abbiamo Goldrake, il primo amore non si scorda mai. Fu in quell'occasione che incontrai Piero Pelù, per la prima volta, prima di riprenderlo con 17RE (Litfiba) qualche anno più avanti. Sarà sfuggito ai più ma un Piero giovanissimo cantò la sigla del cartone che fu l'antisegnano di tutti gli altri cartoni robotici made in Japan; Daitarn 3, già troppo sofisticato, di seconda generazione come Mazinga a lato. Solite trame: Ragazzotto caruccio (ma questo ricordo più simpatico degli altri e grazie ad MTV di riproporcelo....) ragazzetta che non la molla mai (filo conduttore di tutti i manga robotici che si rispettano) così da sublimare quell'entusiasmo ormonale, convogliato poi nell'eterna lotta contro mostri e robot, creati da chichessia, per la difesa della pace sul pianeta terra. Poi Jeeg Robot d'acciaio, (Idem come sopra) altro pioniere dei robots da combattimento guidati da ragazzotti bellocci e indisciplinati ma con un occhio al mondo del culturismo, vedete che petto virile mi ha sto robot? geniale comunque... infine Mazinga, caruccio anche questo assolutamente. Ricordo che aveva anche una robottessa intorno...o mi sbaglio? Ho questo flash...aiutatemi vi prego se ne sapete qualcosa.
Un minuto di silenzio prego.......
UdV
[Il Duomo Di Notte]
[foto: U-d-V 30/12/06 Milano]
Piroette di sabbia e le guglie del Duomo
differenza tra pietra e le voglie di un uomo
che ha per vita una gabbia
liberata dal sesso, gonfia di verita`
partorita con gioia nel lontano ricordo
con le doglie sincere di una maternita`
che alla luce, di notte, nella piazza e con rabbia
ha donato, confusa, il suo figlio balordo.
E la vera ragione delle notti impegnate,
dei romanzi creduti, degli amori sbagliati
non la devi cercare dentro i mari delusi
che ti scusano i sogni, le ignoranze, i delitti
il suo posto lo trovi nella ruota del giorno,
nello scrigno privato di egoismi e di abusi
e le mani affrettate a cercare gioielli
nella sabbia han trovato, confuse, i relitti.
Il dispetto felice sulla voglia che nasce
contrappeso all'istinto, alla cosa che piace
la condanna del tempo, della gente, del posto
e il ritorno dal viaggio che ti ha fatto sperare
e la stella seguita si e` stancata di darti
e brillare
[Testo -e Musica a sentirla- di Alberto Fortis]
[il mio desiderio di arte si mischia al sesso ...e anche molto spesso]
[foto di: Marcus Harwey - Dudley, like what you see? Then call me - 1996]
[dedicato a ray....ray byrne]

ray non mi conosce, ma è come se ad ogni scatto mi invitasse a prendere parte ad un mondo fantastico, incantato, delicato e silenzioso. Un mondo a cui vorrei si avvicinassero tutti indistintamente. Mi ci tutto ogni volta che posso. Mi ci tuffo pre ritrovare il battito del mio cuore, per settare la mia vista. Un clima freddo fa da cornice a tutto gli scatti che Ray ci regala. Un clima freddo solo per temperatura. Io adoro quello stato di coscienza così lirico, statico e allo stesso tempo caldo ed avvolgente. Una fissità frutto di pazienza nel cogliere il momento giusto dalla giusta angolazione. Una forza esplosiva della natura raccolta in una dimensione così addomesticata dai colori del mare e del cielo. Grazie Ray.
Udv
[dicembre è arrivato]
Ti ho trascurato mio caro blog...ma la casa mi ha portato via un po di tempo.
E il soppalco e la scala, i colori e la cucina...azzzz
Bene di nuovo qui dopo le delusioni passate a credere un'pò in me e in "noi"
Presto casina ti pubblicherò sai??? ah si si...
Un cordiale saluto a tutti....
P.S. Allu sono vivo...e mi leggerai più spesso d'ora in poi e passerò da te pure....ma come tu mi insegni nella vita di un blogger ci sono periodi di spurgo notevoli, in più scazzi lavorativi e in più scazzi con la persona con cui condividi la vita....Delirio!!!!
ORIGINI DEL PENSIERO SULLA MALINCONIA
"Agli albori dell'umanità, prima di ogni vana credenza, prima di ogni sistema, la medicina nella sua interezza risiedeva in un rapporto immediato della sofferenza con ciò che l'allevia"(6-M. Foucault), ma nel momento in cui il nostro discorso prende l'avvio, la "storia"è gia cominciata. Dalle antiche cosmologie che componevano l'universo di quattro elementi, il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra risalgono le prime nozioni di medicina che parlano della malinconia. A questi elementi del cosmo corrispondevano sostanze visibili e tangibili del corpo, gli umori. Essi avevano il potere di controllare l'esistenza e i comportamenti dell'umanità determinando il carattere degli uomini a seconda di come si combinavano. Un filosofo del medioevo riporta l'antica teoria dei quattro umori: " Esistono infatti quattro umori nell'uomo, che imitano i diversi elementi; aumentano ognuno in stagioni diverse, predominano ognuno in una diversa età. Il sangue imita l'aria, aumenta in primavera, domina nell'infanzia. La bile gialla imita il fuoco, aumenta in estate, domina nell'adolescenza. La bile nera, ovvero la melanconia imita la terra, aumenta in autunno, domina nella maturità. Il flegma imita l'acqua, aumenta in inverno, domina nella vecchiaia. Quando questi umori affluiscono in misura non superiore nè inferiore al giusto, l'uomo prospera".( 7-R. Klibansky, E. Panofsky, F. Saxl) La dottrina dei quattro umori, gradualmente si modificò in quella dei quattro temperamenti. I termini sanguigno, flemmatico, billioso, malinconico finirono per caratterizzare aspetti peculiari non necessariamente morbosi della natura umana. Tali caratteri per quanto predisposti a malattie ben definite, normalmente, erano del tutto sani. Per quanto riguarda invece l'humor melancholicus , si verifica un processo di separazione dal solo temperamento alla vera e propria malattia: in Ippocrate troviamo la "melancolia mentale" di cui l'ansietà e la depressione erano le costanti. ( 8-R. Klibansky, E. Panofsky, F. Saxl) Aristotele nei "Problemata XXX", una monografia sulla bile nera, illustra la concezione del melanconico naturale. Il Typus Melancholicus ha come caratteristica costituzionale e permanente, una prevalente quantità della bile nera rispetto agli altri umori. Quando le alterazioni della bile nera e dell'umore melanconico sono solo temporanee, dovute a disturbi digestivi o ad eccessive influenze del caldo e del freddo, allora si parla di malattia melanconica. Aristotele paragona gli effetti della bile nera a quelli del vino: "Ora come un individuo che sta bevendo muta il suo carattere a seconda della quantità di vino che consuma, così c'è per ogni carattere una classe di persone che lo rappresenta........ il vino rende anormale un uomo non per lungo tempo, ma solo per poco, però la costituzione naturale di un uomo lo rende tale permanentemente per tutta la durata della sua vita". (9-Aristotele) Per cui la disposizione naturale del melanconico, anche se non si manifesta, tuttavia caratterizza l'individuo in una singolarità spirituale permanente. La bile nera come il vino costituisce una forza stimolante intensa che mette l'organismo in uno stato di tensione influenzando il suo spirito e il suo comportamento: "il temperamento malinconico, così come provoca malattie con sintomi molto diversi, è in se stesso variabile, dato che come l'acqua è a volte freddo e a volte caldo". (10-Aristotele) Se la bile nera è prevalentemente fredda si hanno tipi deboli e letargici, se è invece calda si hanno persone vivaci e facilmente eccitabili. La dottrina aristotelica parla di individui le cui passioni sono più violente degli uomini comuni, ma che riescono tuttavia a ricavare un'equilibrio dall'eccesso. Questi che si distinguono per le loro doti artistiche ed intellettuali, sono i mesotipi (melanconici moderati) nei quali esiste un mescolamento ottimale tra bile calda e bile fredda. La melanconia nella sua forma di malattia si costituisce invece nella caduta agli estremi atimico od estatico dell'umore, nel passaggio dall'equilibrato all'eccessivo, nell'acrasia e nell'ametria. Queste antiche teorie, a cui si devono i termini di tipo bilioso o melanconico e di costituzione melanconica hanno costruito una definizione della malinconia che trascende l'aspetto puramente esperienziale e psicologico attribuendole un fondamento che è radicato profondamente nel biologico, attraverso una filosofia naturale dell'uomo. Esse sono da considerarsi gli antecedenti, originari, nella storia del pensiero medico-filosofico di una posizione concettuale della psichiatria moderna, di quella elaborazione fenomenologico-esistenziale di Hubertus Tellenbach alla quale, in modo specifico, facciamo riferimento in questo studio.
LA MALINCONIA SUL VERSANTE DELL'ALIENUS
La malinconia è un'esperienza di perdita, di alienazione del sentimento di sè.
"Il termine depressione da perdita è un pleonasmo .... per noi depressione equivale già a perdita ed a perdere".(23-L.Binswanger)
E' perdita di un "appiglio" o di una "ancora", di un "contatto vitale" con le cose (24- L.Binswanger); "crisi della presenza nel mondo" ( 25- E.De Martino) ; "orrore del porre in dubbio l'esistenza stessa e il sè vero e proprio"
(26-M.Heidegger); nella sensazione tragica di solitudine, vuoto e tristezza.
[Malinconia] - Luca Carboni - 2006
la malinconia ha le onde come il mare ti fa andare e poi tornare
ti culla dolcemente
la malinconia si balla come un lento la puoi stringere in silenzio
e sentire tutto dentro
è sentirsi vicini e anche lontani è viaggiare stando fermi
è vivere altre vite
è sentirsi in volo dentro gli aereoplani sulle navi illuminate
sui treni che vedi passare
ha la luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità, sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma e’ solo l’anima che sa
che anche il dolore servirà
e si ferma un attimo a consolare il pianto
del mondo ferito che non vuol morire mai
e perdersi tra le dune del deserto tra le onde in mare aperto
anche dentro questa città
e sentire che tutto si può perdonare, che tutto è sempre uguale
cioè che tutto può cambiare
è stare in silenzio ad ascoltare e sentire che può esere dolce
un giorno anche morire
nella luce calda e rossa di un tramonto
di un giorno ferito che non vuole morire mai
sembra quasi la felicità sembra quasi l’anima che va
il sogno che si mischia alla realtà
puoi scambiarla per tristezza ma è solo l’anima che sa
che anche il dolore passerà
e si ferma un attimo a consolare il pianto
di un amore ferito che non vuole morire mai
[Commentino: La malinconia, invece, soffoca nella problematicità dell'esserci: lo spazio è angusto, ristretto e chiuso, il tempo è lungo e il ritmo lento. Binswanger parla di una distorsione e compromissione della continuità dell'esperienza: "E' alterata l'integrazione tra passato, presente e futuro . . . . . il peso del passato si dilata il futuro risulta vuoto e sbarrato, inaceessibile a valide progettazioni il presente, si contrae; a tali anomalie del tempo vissuto si possono fare risalire le esperienze di perdita della nozione di tempo, e, reciprocamente di eternità"]
tratto da : http://digilander.libero.it/pumpmoon/ritmo/index.html
[Stand by]
“Il male è noioso, il cinismo è idiota e la paura è una cattiva abitudine. La disperazione è pigra. La gioia è affascinante. L’amore è un atto di genio eroico. Il piacere è un nostro diritto.”
Rob Brezsny
[Giugno 2006 - ed è di nuovo attualità]
Ciao Amore,
è da tre mesi che tento di scriverti una lettera. In realtà te ne ho scritte svariate unità ma le ho cestinate tutte. A mano, al Pc, da Marzo sino ad oggi mi sono sfogato mica male, ma non ho mai avuto il coraggio di recapitartele. Il motivo vero è che sarebbero state prese con sufficienza e “distacco” e magari sarebbero state ulteriormente elemento di disturbo.
Perdonami ma questo termine in mano tua è un arma letale; non hai compreso veramente il significato più profondo della cosa, al contrario ne stai facendo un alibi al tuo smarrimento.
Spero oggi di non dilungarmi troppo perché so che le lettere lunghe ti danno fastidio, ti annoiano, come ti annoia tutto.
Mi manchi.
Ecco tutto.
Mi manca Sara.
Sono triste io oggi, e ce l’hai fatta. Mi stai punendo ….ti stai punendo.
Mi manca
[Oriente] 
[Luke Powell-Photograpy]
